Un martedì sera di novembre senza luna, sarà stato per un prurito o forse uno starnuto, Talla si svegliò.
Come fu come non fu, il sonno non tornò e Talla vide una piccola luce che veniva da un’altra stanza.
«Io sono una bambina grande, questo è solo un piccolo buio per me è quella luce arancione non è certo…»
«…l’uomo nero che mi vuole acchiappare! Io non ho paura, però è meglio andare».
«Io sono molto coraggiosa, questo è solo un piccolo buio per me è quelle luci rosse non sono certo…»
«…gli occhi del lupo che mi vuole mangiare! Io non ho paura, però è meglio andare.»
«Io sono la bambina meno fifona del mondo, questo è solo un piccolo buio per me è quelle luci verdi non sono certo…»
«…le antenne del mostro che mi vuole spaventare! Io non ho paura però è meglio andare.»
«Non starò qui a tremare di sicuro, questo è solo un piccolo buio per me e quelle luci blu non sono certo…»
«…i denti dello squalo più grande del mare! Io non ho paura, però è meglio andare.»
«Io sono una bambina che va a scuola, questo è solo un piccolo buio per me e quella luce gialla non è certo…»
«…il fantasma pronto a gridare! Io non ho paura, però è meglio andare.»
«Ma guarda… guarda… quella lucina chiara… Vediamo un po’ cos’è…»
«…è la mamma che si è addormentata con il libro in mano!»
«Ora ci penso io, mamma! Chiudo il tuo libro, rimbocco le coperte, ti do un bel bacino e spengo questa luce. E non ti preoccupare, la casa è tranquilla, non ci sono mostri. L’ho controllata io, stanza per stanza!»
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