Sean e la mucca

In un piccolo paesino dell’Irlanda vivevano una volta un figlio e una madre molto poveri.

Sean, che era ancora un ragazzetto, non solo doveva lavorare tutto il giorno, ma per arrotondare faceva anche delle scope che poi vendeva al mercato. Ogni giorno portava a pascolare l’unica mucca che possedevano, e questa dava ogni giorno latte fresco.

Una bella mattina, Sean decise di raccogliere erica per intrecciare e fabbricare nuove scope, e così, seguito dalla mucca, si spinse oltre il bosco. Ad un certo punto, sentendosi stanco, decise di riposarsi in una piccola valletta. Si sdraiò e d’improvviso vide che tutto il prato era pieno di folletti che cantavano e che giocavano allegramente.

«Beati voi, come siete contenti! Io invece devo lavorare tutto il giorno e non ho mai tempo per giocare».

«Vieni, vieni a giocare e ci divertiremo».

«Oh grazie», rispose Sean, «e a che cosa giochiamo?»

«A calcio», rispose uno dei folletti, «tu stai in porta».

E così cominciarono a giocare. Tutto andò per il meglio fino a quando arrivò una pallonata giusto in faccia al ragazzo e per cinque minuti non poté vedere niente.

Tutti gli elfi ridevano a crepapelle, e se ne andarono correndo per il prato.

Quando Sean recuperò la vista, non trovò più la sua mucca e subito pensò che si fosse persa nel bosco.

Tornò a casa e raccontò quanto era successo alla madre.

Il giorno dopo madre e figlio andarono subito alla ricerca della mucca e solo dopo lunghe ore di ricerca la trovarono morta in un dirupo. La madre si disperò molto, e si sentiva perduta senza quella mucca, che almeno le dava il latte.

Passò del tempo…

Una bella mattina Sean stava intrecciando dell’erica per le scope quand’ecco che scorse due elfi che pascolavano una mucca.

La guardò e la riguardò e ben presto si accorse che quella era la sua mucca. Si avvicinò, le saltò in groppa e la mucca, indispettita, cominciò a dimenarsi e a correre giù per il prato con i due elfi attaccati alla coda.

E la mucca correva e correva e arrivò nei pressi del lago, e sempre più vicino alla riva, e sempre più vicino all’acqua… finché non si immerse nell’acqua! Il ragazzo stava dicendo le sue ultime preghiere quando scorse nel fondo del lago un palazzo di cristallo.

Entrò e vide moltissime dame e cavalieri che erano nella sala principale.

Subito gli venne incontro il re.

«Lei si è impossessato della mia mucca» disse il ragazzo.

«No, caro ragazzo, questa è la mia mucca, l’ho comprata da due elfi».

Il ragazzo allora raccontò tutta la storia e il re, che era un uomo buono, propose al ragazzo una borsa piene di monete d’oro in cambio della sua mucca, che faceva un ottimo latte.

«Niente affatto, io sono per le cose giuste, quindi rendetemi la mucca di mia madre e io toglierò il disturbo».

Il re sbalordito per questo rifiuto disse: «Come puoi rifiutare un’offerta del genere, la mucca è indispensabile qui a corte. Con il suo latte macchiamo sempre il te delle sei».

«E a me sicuramente servirà di più, perché noi lassù siamo molto poveri».

Il re, commosso da tanta onestà, gli concedette la mucca e gli regalò un sacchetto pieno di monete d’oro.

Ma il ragazzo rifiutò: «Penseranno tutti che li ho rubati. Teneteli pure!»

«Mi sento in torto nei tuoi confronti, ragazzo, per cui ti faccio una proposta: ogni giorno verso le cinque porterai in riva al lago un secchio pieno di latte di mucca e noi lo pagheremo per quanto per noi vale».

Contento e soddisfatto Sean ritornò a casa e raccontò quello che era successo alla madre, ma questa credette che suo figlio fosse diventato pazzo. Così il ragazzo la dovette portare in riva al lago e quando la madre vide due folletti uscire dal lago con due pacchettini pieni di monete d’oro restò molto meravigliata.

Così finisce questa storia, Sean si guadagnò sempre onestamente da vivere e visse ancora per molti anni con la sua mamma.

(Anonimo)

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