Durante l’inverno un piccolo merlo cadde dal suo nido rompendosi un’ala. Perduto e spaventato, iniziò a girovagare tra gli alberi chiedendo ospitalità per ripararsi dal gelo.
Domandò a una betulla: «Oh, gentile betulla! Mi posso riparare dal freddo tra i tuoi rami?».
«No, piccolo merlo» rispose la betulla. «Ho già tanto da fare dovendo curare le poche foglie che mi sono rimaste, non posso occuparmi anche di te».
Il piccolo merlo riprese a saltellare in cerca di un rifugio; improvvisamente incontrò un grande albero.
«Grande Quercia!» disse il merlo. «Posso sfuggire al vento tra i tuoi possenti rami?».
Ma la quercia disse: «No, caro uccellino! Qui non c’è spazio!».
Il povero merlo riprese la sua ricerca infreddolito, giungendo a un castagno.
«Per favore, signor Castagno, mi può dare asilo fino alla bella stagione?».
«Vorrai scherzare!» esclamò l’albero. «Beccherai tutte le mie castagne!».
Il piccolo merlo continuò a camminare a lungo, triste e scoraggiato, quando…
«Dove vai, piccolo merlo?» gli domandò un bell’abete.
«Non lo so, sono in cerca di un riparo dal freddo, ma nessuno degli alberi della foresta mi vuole aiutare».
«Oh, poveretto, con questo freddo!» disse l’abete. «C’è un buco nella mia corteccia, potrai scaldarti e riposare qui».
«E potrai mangiare i miei buoni frutti» aggiunse un ginepro che aveva sentito la conversazione.
L’uccellino, felice e sollevato, si riparò nel tronco dell’abete portando con sé alcune bacche.
Madre Natura, commossa, decise di premiare le piante per la loro gentilezza.
Prese una coperta e la pose sugli alberi, restituendo loro le foglie perdute durante l’inverno e facendo sì che non le perdessero più.
Fu così che diventarono sempreverde.
(Tradizionale nordica)
Lettura del libro “La leggenda dei sempreverde” illustrato da Andrea Oberosler.
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