Ci vorrebbe lo “scannone”

La tristezza per la lunga e distruttiva guerra tra Russia e Ucraina si fa sempre più profonda, mentre il conflitto sembra non avere fine. Mentre il mondo guarda impotente, i civili soffrono le conseguenze di un conflitto che non conosce tregua. In questa situazione, la mente si affida alle parole di una fiaba, un racconto magico di Gianni Rodari, sperando che uno strumento potente come lo scannone possa finalmente porre termine alle ostilità.

La fiaba di Gianni Rodari a cui mi riferisco è “Il paese con l’esse davanti” e racconta di un mondo in cui un cannone gigante chiamato “lo scannone” viene utilizzato per far terminare le guerre.

Rispetto alla fiaba, la situazione attuale tra Russia e Ucraina sembra lontana dal raggiungere una risoluzione pacifica. Tuttavia, è nell’immaginazione e nella speranza che si trovano le prime scintille di un cambiamento.

La tristezza che affligge il cuore di molti di fronte a questo conflitto sembra chiedere un cambiamento radicale, qualcosa di simile alla magia della fiaba. Un gesto, un’interruzione nel ciclo di odio e violenza, che possa aprire una finestra verso la pace e la riconciliazione.

Immaginiamo per un attimo lo scannone come un simbolo di trasformazione, capace di convertire le armi in strumenti di pace. Che sia la forza dell’amore o la forza dell’umanità che lo attivi, l’importante è credere nella possibilità di un cambiamento radicale.

La fiaba di Rodari ci invita a riflettere sulla potenza delle parole e delle idee, e sulla loro capacità di influenzare la realtà. Forse è proprio attraverso un nuovo modo di pensare e un’apertura al dialogo che si possono gettare le basi per una soluzione pacifica a questa lunga guerra.

In conclusione, la tristezza per il conflitto tra Russia e Ucraina spinge a sognare di uno strumento come lo scannone della fiaba di Rodari, che possa trasformare il ciclo di violenza in un abbraccio di pace.

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